Primo dell’anno tra mamma e figlia

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Ieri sera il Capodanno è stato una bomba. Certo, a dover essere sincero, non si può nemmeno paragonare alle feste pre-pandemia, ma alla fine dei conti non voglio lamentarmi. La situazione era piacevole, a casa di amici, qualche buona bottiglia, musica, quattro-cinque donne niente male. Ce n’è stata una in particolare che ha attirato la mia attenzione. Quarantadue anni, castana, una figura snella con un décolleté generoso e un sorriso magnetico. Ilaria, donna in carriera e mamma (l’ho scoperto quando sua figlia l’ha videochiamata a mezzanotte per gli auguri). Abbiamo flirtato tutta la notte pungolati da Fabrizio, il padrone di casa, che ci ha presentati subito e non si è risparmiato qualche battutina sul fatto che anche io ho divorziato da poco e ora vivo come uno studentello, in un appartamento condiviso.

Mi sono divertito in compagnia e anche se alla fine non ho concluso con Ilaria, sono riuscito a farmi dare il numero di telefono. «Per un caffè…» aveva detto prima di salutarci e congedarsi ad alba inoltrata.

Dopo essere rientrato a casa mi sono fatto una gran dormita. Sarà stato l’alcool ancora in circolo a far volare la mia fantasia, ma al risveglio avevo una durella atomica al pensiero di Ilaria e di sua figlia che avvolgevano le labbra al mio uccello. Mi sono concesso il lusso di fantasticarci un po’ prima di alzarmi e preparare il caffè, per me e per Alice, la mia coinquilina. Tutto con calma, in totale relax. Per il primo dell’anno ho solo un programma: sedermi sulla poltrona di fianco al camino con un buon libro e magari approfittare della mia coinquilina per un pompino. Dopotutto, anche se non abbiamo più la spensieratezza dei vent’anni, non è stata una cattiva idea dopo il divorzio di cercare un appartamento in affitto con la mia amica di sempre.

«Come è andata ieri sera? Sembri distrutto…» mi dice Alice.
«Ehi bellezza, mi stai dando del vecchio?» Rido io in in risposta.
«C’era qualche bocconcino interessante?» mi stuzzica lei.
«Forse… una bella milf…» rispondo con l’intento di provocare la mia amica.
«Uuh e io ho più l’età della mamma o della figlia?» sussurra avvicinandosi alla poltrona.
«Mmh secondo me sei golosa come la figlia!» Ridendo mi appoggio allo schienale e prendo il cellulare dalla tasca della giacca da camera.

Chiudo gli occhi un istante mentre immagino la milf al telefono che risponde al primo squillo. Forse non sono il primo con cui parla oggi, magari lo fa di lavoro, provoca al telefono, nel tempo libero. Il pensiero mi fa eccitare in un batter d’occhio.
«Stavo facendo il bucato… ho lavato tutti i vestiti e ora indosso solo la lingerie» subito al sodo, come piace a me.
«E come è questo intimo che indossi?» chiedo incuriosito.
«Me lo ha regalato il mio ex marito, ma ci siamo lasciati prima di poterlo mettere. Che coglione! Lo indossavo anche ieri alla festa di Fabrizio, peccato che tu non abbia fatto il primo passo…»
«Ma come!? Ilaria io…»

Milf al telefono: un’esperienza eccitante

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«Sshhh, non ti giustificare. Te lo descrivo ora: le autoreggenti sono nere, velate. Sono sostenute da un bustino pieno di laccetti che mi avvolge i fianchi e un reggiseno a balconcino che mi stringe i seni.»
«E dimmi Ilaria, fai sempre il bucato così?»
«Beh… sono in casa da sola e speravo in una tua telefonata per stare in compagnia.»
«E tua figlia non è in casa?»
«È da un amico, le diciottenni al giorno d’oggi non hanno molta voglia di stare in casa con le mamme.»

Ilaria è al telefono che mi descrive come le piacerebbe essere scopata lì, sulla lavatrice mentre la centrifuga strizza i panni e si muove rumorosa. Ed è mentre sono con lei nella scena tra i miei pensieri che rientra nella stanza Alice, la mia coinquilina. Ma… è diversa. Sembra più giovane con la gonnellina che si è messa e la coda di cavallo alta.

Alice si avvicina felina e mi sussurra:
«Non dire alla mamma che sono qui, stai in silenzio…» mentre con l’indice davanti alla labbra mi indica di tacere, si mette in ginocchio di fronte a me e con decisione mi abbassa i pantaloni del pigiama.
Mentre infila la mano dentro i boxer rotea gli occhi verso di me e si inumidisce le labbra. Al telefono Ilaria mi chiede se l’ho mai fatto in lavanderia. Se mi piacerebbe metterla a novanta appoggiata all’elettrodomestico e prenderla da dietro.
«Certo… scosterei il perizoma per entrare nella tua fica…»
Alle mie parole, Alice che ora sta succhiando la punta del mio uccello sogghigna e mi dice che sono un porco.
«Sei un porco…» ripete mentre fa entrare la lunghezza del mio uccello dentro la sua bocca.
Al telefono Ilaria gode.
«Mi scoperai così anche quando ci vediamo?» dice suadente nella foga.
Inizio a gemere e Alice accelera nei movimenti.
«Sei un porco…» dice ancora una volta la ragazza di fronte a me.
«Scopami così» rincara la milf al telefono.
Esplodo di piacere con un sussulto. Mi cade il libro.

E mi sveglio. Il cellulare in mano.
Sento Alice in lavanderia che canticchia. Mi guardo tra le gambe e ho la patta dei pantaloni umida. Sono venuto nel sonno. Sorrido.
C’è un sms in arrivo: «Allora per quel caffè?»