Una telefonata Hard

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Quando suona il cellulare e nel display leggo il nome di Nicole, mi scende per la schiena un brivido assurdo come se fossi nel mezzo di una telefonata hard. La cosa incredibile e che continua a stupirmi nonostante io e Nicole siamo amici da anni. Ormai so – per certo – che anche nella chiacchierata più innocua, dalla sua boccuccia usciranno idee stuzzicanti. Nicole è una di quelle ragazze che mi sarei scopato fin dal primo istante. Statura media, fisico proporzionato, belle curve al punto giusto, un decolté pieno che lei non disdegna di valorizzare.

Peccato che Nicole mi abbia messo in riga fin dal nostro primo ciao. Ha già un tipo al suo fianco, è felice così e non ha alcun interesse a flirt nuovi. Ciò non toglie che frequenti i club privé più esclusivi della regione e venga invitata a ogni festino bdsm della zona. Se sei un suo amico, mantieni i limiti che ha tracciato e conquisti la sua fiducia, Nicole diventa l’amica che ogni uomo vorrebbe avere. E pure se te la scoperesti al solo pensiero, alla fine decidi che è meglio tenere il cazzo a cuccia, perché ne varrà la pena.

Gli ultimi mesi sono stati un susseguirsi di esperienze assurde: da una serata al club privé in cui per suggerimento di Nicole mi sono trovato a godere al telefono, mentre una ragazzina mi spompinava e io guardavo una figa ballare vicino al dj. Quella figa bionda che mi ha fatto impazzire mentre ballava sensuale e intoccabile, sempre per un’ideuzza della mia amichetta, dopo qualche settimana mi ha incastrato per una sua piccola vendetta. Mi ha chiesto di andare nel bagno del bar e voleva che le sborrassi in faccia. Me lo ha chiesto come un piacere, capite? Si è messa in ginocchio e me lo ha succhiato come una troia mentre Nicole di fianco a noi scattava qualche foto che la ragazza avrebbe utilizzato per la sua questione in sospeso con l’ex.

Drrinn. Rispondo al terzo squillo e mi appoggio il cellulare all’orecchio sedendomi sul divano.

«Nicole, hai tutta la mia attenzione»

«Passi a prendermi? Mi hanno invitata a un aperitivo degli amici. Non mi va di andarci da sola!»

  1. Un semplice aperitivo. 🙁

Ma Nicole mi legge nei pensieri. Lo fa sempre dannazione.

«Non sono sicura che sia un semplice aperitivo. Scopriamolo che dici?»

«Ti adoro. Tra mezz’ora sono da te»

Comincia il countdown in cui mi sbarbo, indosso una camicia decente, una giacchetta di pelle con un jeans scuro e salgo a bordo dell’alfa. Trenta minuti dopo sono fuori dall’appartamento di Nicole. Il viaggio che segue è breve e rilassato, l’aria frizzantina e ci troviamo velocemente a bussare alla porta di una casa in collina in mezzo al verde.

L’uomo che apre la porta è contento di vedere la mia amica, come non potrebbe esserlo d’altronde. Ci fa accomodare in un giardino interno: uno spazio grazioso, con l’erba curata e un bel tavolo rotondo al centro con già i bicchieri e qualche tartina. Per terra c’è qualche ciotola d’acqua e mi chiedo se ci sia qualche animale da cortile.

Prendiamo posto e sono un po’ confuso: siamo io, Nicole e un uomo.

Forse è proprio un semplice aperitivo. 🙁

Francesco, il padrone di casa, ci versa da bere e cominciamo con qualche brindisi. Poi prende parola rivolgendosi a me.

«È sempre bello conoscere gli amici di Nicole. Mi ha accennato che ti piacciono i gatti»

I gatti? Che cazzo gli ha detto Nicole 😀

«ehm sìsì, ne ho avuti vari in passato»

«Sai ho un problema con le mie gatte» e mentre Francesco si addentra nel discorso, si avvicinano al tavolo a gattoni due ragazze. Miagolano, indossano una tutina aderente e dal buchetto del culo sbuca una coda – un plug anale, probabilmente.

Una delle cose più hard che mi siano mai capitate

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Francesco versa del vino nelle due ciotole per animali a terra e loro iniziano subito a leccare il liquido. Poi continua a parlare come se niente fosse:

«Sono brave gatte sai, fanno i bisognini al posto giusto e come vedi usano quella linguetta benissimo in tanti modi. Il problema che è le gatte ora sono in calore e beh, visto che ti piacciono i gatti ho pensato che potevi provvedere a soddisfare il loro bisogno.»

ooooooook. Che adoro Nicole l’ho già detto?

Nella semplicità di come si sta svolgendo il tutto è una delle cose più hard che mi siano capitate.

«Mi occuperò volentieri delle tue gattine in calore» rispondo sornione dando un’occhiata alle ragazze cominciandomi a pregustare quei corpi sinuosi a quattro zampe e mi guardano dal basso con gli occhioni curiosi e vogliosi.

«E dove…?»

«Nicole mi diceva che non hai nessun imbarazzo e quindi per me puoi provvedere proprio qui. Cosa ne pensi?» dice rivolgendosi alla mia amica.

Nicole fa un cenno col bicchiere e col volto in segno di assenso. Non mi sfugge la scintilla divertita nel suo volto.

«Bene, con il vostro permesso…» mi alzo mentre i due spostano le sedie per avere una visuale maggiore continuando le loro chiacchiere che io ora non ascolto più. La mia attenzione è solo per le due gattine che fingono qualche mugolio e miagolio avvicinandosi alle mie gambe dove iniziano a strusciare la testa.

Le guardo una alla volta e le accarezzo.

«Ci penso io a queste gattine vogliose, non preoccupatevi» e con le mani accarezzo le loro bocche. Entrambe giocano con le mie dita succhiandole e mordicchiandole. Il cazzo mi sta già per esplodere.

Tocco il loro corpo palpandolo per bene per prendere dimestichezza con ogni curva, ogni morbidezza del corpo. Mi soffermo sulle tette e anche se sono coperte dal tessuto stretto del vestito, ne apprezzo la rotondità. Strizzo tra le mani le mammelline delle gattine. Loro continuano a mugolare e a dimenare il culo. E non ci mettono molto a convincermi che è il momento di prenderle da dietro e soddisfare il loro e il mio bisogno, ormai sempre più pulsante e crescente.

Mi posiziono dietro la prima gatta con un ginocchio a terra e l’altra gamba piegata in avanti. Stappo il mio orifizio preferito togliendo il plug anale alla ragazza e quel culetto è già pronto a ricevere le mie attenzioni. Le entro dentro dapprima piano per non farle male. Mi prendo il tempo per esplorare con l’uccello la profondità della penetrazione. Dopo i primi minuti la gatta si dimena e miagola più forte e capisco che vuole di più: accelero e spingo aumentando il ritmo e l’intensità. Ho le mani sui suoi fianchi e ogni tanto mi piego verso di lei, prima per sentirle la fica che gronda piacere, poi per cambiare posizione e montarla meglio da sopra come se fossi un gatto che si sta accoppiando.

Lei gode, viene una volta e poi viene di nuovo. Le vengo dentro il culo mentre l’altra ragazza mi guarda impaziente che sia il suo turno. Tolgo l’uccello e mi fermo un minuto per godermi l’orgasmo mentre qualche goccia di sperma esce dal culetto della ragazza.

Quando guardo l’altra gatta di fianco, a quattro zampe in attesa, sono di nuovo pronto.

Do un’occhiata veloce a Nicole, che ricambia il mio sguardo con un segno d’intesa.

L’ho già detto che la adoro?