Un’avventura proibita

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Ciao, mi chiamo Daniela, sono una donna sposata .
Sono alta 1,70, 3° di seno, castana con i capelli lunghi, esile di fisico.
Ho 2 splendidi figli.
Nonostante i miei 35 anni sono ancora una donna piacente, grazie al mio essere esibizionista, anche molto avvenente, anche se spesso criticata da mio marito, in quanto molto geloso.
La storia che sto per raccontare e’ realmente accaduta.
Premesso che da 7 anni esco spesso con mia sorella Susy, 4 anni più grande anni di me; siamo molto amiche e ci confidiamo tutto….eh quasi tutto.
Susy si è sposata 3 anni fa con Simone che è diventato mio cognato.
Spesso, anche da fidanzati, facevamo e facciamo viaggi insieme.
Ormai da anni, d’estate affittiamo assieme una casa al mare e dormiamo sotto lo stesso tetto.
Capita di girare per casa in costume, non ci siamo mai fatti pudori; solo mio marito, molto geloso mi redarguisce chiedendomi di essere più sobria.
Durante le nostre convivenze, mi sono accorta che, quando facevo la doccia o mi cambiavo nella mia camera, ero spiata da mio cognato.
Da buona esibizionista, ovviamente questa cosa mi eccitava molto, per cui lasciavo fare

Autoerotismo pensando a mio cognato

Dopo molto tempo ho iniziato a masturbarmi mentre Simone mi spiava, una sensazione unica.
Lui è sempre stato convinto di non essere visto.
A volte è capitato anche a me di spiare lui è mia sorella mentre facevano l’amore, ma con la certezza di non essere vista.
2 anni fa, eravamo a Venezia per il ponte di Pasqua, tutti nello stesso appartamento.
Erano le 01,30 circa, i bambini dormivano già da 2 ore, mia sorella con mio cognato andarono a dormire, dopo poco anche mio marito si avviò in camera, ed io come sempre andai in bagno a lavarmi e struccarmi.
Uscii dopo mezz’ora, pronta per una bella scopata con mio marito, ma purtroppo mi resi conto (come spesso capita) che mio marito dormiva.
Mi misi a letto per dormire, ma poco dopo sentivo dei gemiti dalla stanza di mia sorella.
Iniziai ad eccitarmi e toccarmi, ma poco dopo decisi di andare a vedere.
Guardavo dal buco della serratura, ma si vedeva a malapena, perché la chiave ostruiva la visuale.
Nonostante il freddo decisi di uscire fuori al balcone per vedere meglio, per fortuna le imposte erano semichiuse, riuscii pian piano ad aprire di più, lo spettacolo era perfetto.
Simone la scopava in varie posizioni e lei godeva come una matta.
Alzai la camicia da notte ed iniziai a masturbarmi, raggiungendo l’orgasmo dopo poco.
Convinta anche questa volta di non essere vista, non soddisfatta continuai e dopo 10 minuti arrivai nuovamente, ero un lago.
Decisi di andare a letto per il freddo.
Non riuscivo a dormire, pensavo a tutte le scene erotiche che avevo visto e ripresi nuovamente a masturbarmi, arrivando nuovamente, nonostante mio marito dormiva a sonno profondo li vicino a me (non lo svegliano neanche le cannonate).
Il caso volle che di lì a poco si sposasse mia cugina Francesca, io e mia sorella eravamo chiamate a fare da testimoni.
Bel matrimonio, allegro con tanta musica e soprattutto tanto alcol.
Con l’alcol si sa che i freni inibitori vengono meno.
Nel corso dei balli di gruppo mio cognato mi stava spesso appiccicato, sentivo sporadiche palpatine ma non ne davo peso.
Io e mia sorella con i rispettivi mariti avevamo un tavolo vicino agli sposi.
Mentre mia sorella e mio marito erano coinvolti da un ballo che prevedeva un trenino, mio cognato si avvicinò a me.
Sussurrandomi qualcosa all’orecchio a causa del baccano, mi fece capire che sapeva che spesso li spiavo, sapeva che ero attratta da lui.
Io lo guardai diritto negli occhi ma non riuscii a negarlo.
Era ciò che voleva, era l’invito ad andare oltre
Mentre mi sussurrava all’orecchio quelle parole, una mano si appoggiò sul mio ginocchio.
Avevo un abito lungo e le gambe erano sotto il tavolo, nessuno poteva vederci.
Lo lasciai fare, pian piano la mano passò dalle calze autoreggenti e risalì arrivando alle mutandine.
Mi massaggiò da sopra il tessuto seguendo il soldo della mia fica, guardandomi costantemente negli occhi..
Ero diventata rossa e, per non dare nell’occhio, continuai a bere, dando la colpa di quel rossore al vino.
Andammo avanti almeno 5 minuti; venni in quella posizione cercando di contenermi.
Il tarlo di mio cognato si insinuò ancor più dentro di me.
Da quel matrimonio non avemmo più occasioni di approfondire, avevo la consapevolezza che se solo l’avessi voluto, avrei potuto farmi mio cognato.
Nei mesi a seguire più volte vennero a cena da noi mia sorella con mio cognato e noi andammo da loro.

 

Una scopata eccitante e proibita

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Una sera che erano a cena da noi, scovai mio cognato (che diceva di essere andato i bagno) nella mia scarpiera ad annusare le mie scarpe, e la sera stessa mi accorsi che dal mio cassettone mancavano un paio di calze.
Subito pensai a lui, non avrei mai immaginato che fosse un feticista.
Arrivò l’estate, come al solito, stessa casa al mare e stesso periodo da condividere; questa volta ero decisa, dovevo farmelo.
Avrei cercato ad ogni costo l’occasione giusta.
E l’occasione giusta arrivò quando, mia sorella fu richiamata al lavoro per una urgenza ed avrebbe dovuto assentarsi per l’intera giornata e mio marito contemporaneamente aveva promesso ai ragazzi di portarli a pescare in barca (barca che aveva appositamente affittato).
Sembrava tutto costruito dal destino e, non si può andare contro al destino.
Io non amo la pesca e soffro il mal di mare, mentre Simone (mio cognato) si inventò un malore improvviso, riuscendo persino a vomitare per finta.
Era l’occasione che attendevamo.
Sia mia sorella che mio marito con i ragazzi partirono la mattina presto.
Io rimasi a letto a dormire.
Tutto ad un tratto fui svegliata dalle mani che mi accarezzavano tutta, credevo di essere ancora in un sogno; poco dopo realizzai che era Simone.
Riuscii a farmi cambiare dalla posizione fetale che avevo, mettendomi a pancia in su.
In quella posizione avrebbe potuto disporre del mio corpo a piacimento.
Indossavo una camicia da notte in cotone lunga fino alle ginocchia, senza né reggiseno ne tanto meno mutandine.
Non sapevo che fare, cacciarlo o far finta di niente.
Del resto era quello che volevo, lo desideravo ed ora volevo rifiutarlo?
Decisi di far finta di dormire ed attendere gli eventi.
Delicatamente riuscì ad alzare la camicia da notte fino a sotto il collo.
Ero completamente nuda davanti a lui.
Il mio pube coperto da poca peluria (così piaceva a mio marito) era sicuramente invitante.
Avevo i brividi per tutto il corpo, ma non potevo darlo a vedere.
Continuò
Mi toccava delicatamente su tutto il corpo.

Le sue dita sul mio seno disegnavano le aureole; i capezzoli subito si misero in mostra e lui non se lo fece ripetere, si getto su di essi succhiandomeli.
Ero in estasi volevo continuare a restare immobile ma non ce la feci.
Accarezzai la sua chioma invitandolo a continuare.
Con la mano destra molto delicatamente mi aprì le gambe andando alla scoperta del mio sesso.
Le sue dita mi esploravano.
Era un invito troppo esplicito, si inumidì le dita dei miei umori e pian piano mi infilo una falange dentro.
Ero in ballo e dovevo ballare.
Alzai leggermente il bacino per far sì che un suo dito si intrufolasse nel mio culetto.
Un gridolino di compiacimento lo invitava a fare sempre meglio.
Lecco la mia ostrica che già semi aperta si spalancò a lui.
La mia eccitazione era in costante salita.
Si interruppe e si spogliò completamente.
Il suo sesso già in tiro ergeva come un totem.
Non lo ricordavo così ben messo.
Soprattutto fu il diametro a stupirmi, non tanto la lunghezza ma sicuramente il diametro era sopra alla norma.
Iniziai a dubitare di essere capace di accoglierlo tutto
Scese ad i miei piedi.
Li accarezzò dolcemente poi, prendendomi alla sprovvista, iniziò a succhiarmi un alluce.
Rimasi basita
Si carezzava il viso con i miei piedi, li baciava e li leccava come fosse in adorazione.
Poco dopo le sue mani tornarono sul mio corpo nudo.
Ricominciarono ad esplorarmi, tornando al mio boschetto.
Questa volta non me lo sarei lasciato scappare.
Presi in mano il suo cazzo, iniziando a menarlo lentamente.
Poi avvicinai la bocca, da prima baciandolo e poi facendolo entrare totalmente, rischiando di essere soffocata.
Rimasi delusa perché raggiunse l’orgasmo velocemente, presa alla sprovvista mi trovai il suo seme in bocca ed ingoiai tutto.
Non finisce qui gli dissi ripulendomi.
Mi stesi e lo invitai a leccarmi
Mi leccò la fica pennellandomi con la lingua, quasi fosse un pittore famoso.
Ci sapeva fare e lo stava dimostrando.
Riuscii in poco tempo a scaricargli i miei umori, eravamo pari !
Si era già ripreso, era già in tiro, ora potevamo godere assieme.
Senza pensare alle conseguenze, mi misi a gambe larghe davanti a lui, senza la minima dignità lo invitai a sfondarmi.
Era come un toro impazzito quando vede rosso.
Puntò la sua cappella all’entrata della mia fica grondante e con un sol colpo fu dentro di me.
Mi tolse il fiato.
Il tempo di adattarmi alle sue dimensioni, ed iniziò a pistonarmi con ritmo cadenzato.
Godevo esponenzialmente ad ogni affondo.

Alternava ritmicamente colpi poco profondi ad affondi che temevano mi arrivassero allo stomaco.
Sentivo i suoi testicoli sbattere su di me, producendo uno sciacquettio evidente che entrambi stavamo producendo umori.
Mi eccitava quella situazione, ma soprattutto ero eccitata dal pericolo che dal fatto di poter essere beccati in qualsiasi momento da un imprevisto che avrebbe riportato a casa mia sorella, mio marito od ancor peggio i miei figli.
Cambiammo più volte posizione, aveva una resistenza eccezionale.
Il suo cazzo era un degno strumento e lui sapeva suonarlo egregiamente.
Provò anche a forzarmi il culetto ma lì, mi rifiutai, l’avrei tenuto per un’altra occasione per lui o chissà chi.
Arrivammo insieme all’orgasmo dopo un tempo che a me parve infinito.
Mi accorsi che stava venendo dalla diversità dei colpi che mi dava.
Sussultò dentro di me ma non si volle togliere e mi riempì la fica del suo sperma.
Ero preoccupata per il suo sperma dentro, se uscivo incinta era un guaio.
La sera per precauzione andai a letto insieme a mio marito e scopammo.
Scopammo come mai avevo fatto prima, ed anche lui se ne accorse ma non ne dette troppo peso.